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  • La partita dalla curva
    Calcio
    Lunedì, 18 Dicembre 2006 @ 15:56:00

    Di Lorenzo Amati

    Rimini-Piacenza 16\ 12\ ‘06

    Il cielo grigio carico di pioggia e di umidità, paesaggio tipico che assume la riviera romagnola nei lunghi e uggiosi mesi invernali, unito ad una temperatura resa rigida dall’incessante alternarsi delle stagioni, non sembrano essere il clima più adatto per immedesimarsi in una delle partite più importanti e significative della sedicesima giornata di serie B. Nonostante le diplomatiche dichiarazioni degli allenatori alla vigilia del Match tutti riconoscono infatti quanto fare risultato sarebbe importante per entrambe le squadre, in quanto una vittoria lancerebbe una delle contendenti nei gironi più alti della classifica, mentre la perdente della sfida sarebbe probabilmente raggiunta dalle contendenti ai play-off.
    Tuttavia la sensazione che si percepisce stazionando all’entrata della curva-Est è di completa fiducia e serenità. La forza e la qualità dimostrati dall’avversario in questo avvio di campionato non sembrano intimorire i tifosi riminesi reduci dalla trionfante trasferta di Pescara, e vogliosi di scaldare con i loro cori la tediosa atmosfera invernale, che avvolge come un involucro il fatiscente “Romeo Neri”. Neanche la sensazione di sgomento e tristezza provocata in tutti noi dalla morte dei due giovani giocatori della Juventus, per i quali si è osservato un minuto di silenzio, sembrano poter scalfire la voglia dei tifosi biancorossi di fare festa sulle tribune dello stadio. Al fischio d’inizio sono infatti immancabili le grida di amore verso la squadra che sta facendo sognare tutta la città, oltre all’irrinunciabile benvenuto, condito con gli auguri di natale, dedicato alla sparuta minoranza dei tifosi piacentini.
    I cori della curva rischiano però proprio nei primi minuti di essere strozzati dalla supremazia del Piacenza, che con una difesa accorta, un pressing dalle maglie molto strette e delle ripartenze fulminee che hanno come terminale offensivo il temutissimo Cacia, sembrano mettere in difficoltà il Rimini, che soffre soprattutto a centrocampo. La paura iniziale raggiunge il suo apice con l’occasione sprecata dallo stesso Cacia, il quale fallisce un facile tocco sottoporta, ma sembra scuotere i tifosi che con i cori classici del loro repertorio suonano la carica dei biancorossi: la mobilità e rapidità di Ricchiuti, Jeda, Valiani, riescono inoltre a portare la partita sui giusti binari anche se i piacentini continuano a chiudersi bene e a ripartire in velocità. La partita resta equilibrata fino alla chiusura del primo tempo, anche se il Rimini sembra avere in mano il pallino del gioco nonostante l’avvio un po’ stentato, caratteristica ricorrente in queste prime partite della stagione. Proprio questa consapevolezza fa ben sperare i supporters riminesi per un secondo tempo vincente, e l’umore all’interno della curva resta comunque alto e fiducioso, come dimostrano gli incessanti cori scanditi dagli “Ultras” al rientro dei giocatori in campo.
    E’ proprio nel secondo tempo che i ragazzi allenati da Acori prendono il sopravvento con una serie di ottime giocate e fraseggi che mettono in costante difficoltà la retroguardia piacentina costringendola, al ventesimo del secondo tempo, all’errore che porterà al gol di Valiani viziato dalla deviazione di Nef, proprio mentre la curva già da tempo invocava la vittoria. La tanto sospirata segnatura viene accolta da un’esplosione di gioia, fumogeni, bandiere, striscioni a due aste, mentre le note di “I will survive” e di “ Ed ho in mente te” infiammano l’atmosfera circostante dando inizio ad una serie di sciarpate e cori a braccetto “saltellati”. Sembra l’inizio di una festa che gli emiliani tentano a tutti i costi di rovinare tramite una reazione furente ed un assedio durato quindici minuti, che lascia però ampi spazi al formidabile contropiede del Rimini, finalizzato al quarantasettesimo da un Moscardelli appena entrato che pare in stato di grazia: dribbling secco e pallonetto ben calibrato che il portiere ormai superato non può bloccare. E’ l’apoteosi e tutta la curva scende come un’onda impazzita verso la balconata per salutare la prodezza dell’attaccante, che raccoglie gli applausi e il meritato abbraccio di tutti i compagni. Finalmente può essere alzato al vento lo striscione “ STOP: Al Neri non si passa” che durante l’assedio piacentino era stato tenuto nascosto in maniera scaramantica, e tutto lo stadio si propone in una standing ovation per ringraziare giocatori, allenatore, società per un’altra grande vittoria della squadra. La sensazione più diffusa nel centro della curva è infatti quella di avere ottenuto un risultato importantissimo, che non solo lancia il Rimini verso il secondo posto in classifica, ma che fa ben sperare in vista del futuro in quanto è l’ennesima prova di forza della squadra, che in un campionato così difficile si è battuta a viso aperto con tutte le “grandi” uscendone spesso vincente, dimostrando che può ambire ad un piazzamento importante. Ovviamente il campionato è ancora lungo e per confermare le attese ci saranno banchi di prova sempre più difficili da superare, considerando che spesso il campionato cadetto si è deciso nelle ultimissime giornate, quando le squadre sono al limite delle loro risorse ed emergono i veri valori in campo. Per questo non bisogna crogiolarsi eccessivamente su queste vittorie ma guardare avanti, e pensare prima di tutto a come affrontare i due scontri di martedì e venerdì, che per la loro vicinanza metteranno sicuramente a dura prova la resistenza della rosa biancorossa, e sapranno certamente fornire indizi utili su come impostare la campagna acquisti di gennaio, che (la scorsa stagione insegna) potrebbe essere decisiva nel determinare il ruolo del Rimini nella seconda fase del campionato.
     
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