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  • Calcio che passione
    Calcio
    Mercoledì, 31 Luglio 2002 @ 16:57:45

    L'allenatore è nello spogliatoio, la tensione è alta e i giocatori lo guardano. Da lui si aspettano la forza di entrare in campo, si aspettano che gli infonda l'energia per affrontare l'ultima partita del campionato. Il portiere compie il suo solito rituale scaramantico, bacia i guanti, prima il palmo e poi un dito alla volta, lui sa che mai come oggi quei guanti devono fare il loro dovere. L'attaccante si fa il segno della croce più di una volta, ringraziando il signore per essere ancora una volta in campo e chiedendogli per l'ennesima volta di aiutarlo nel miracolo, in quella magia chiamato goal. Il difensore si aggiusta con precisione millimetrica la calza sopra al parastinco fermando con il nastro, non può permettersi che salti via, non può permettersi di far scappare la sua marcatura. Il panchinaro, mangiandosi le unghie, si sta chiedendo se oggi giocherà, deve giocare, è l'ultima e lui sa che può fare bene. Tutti persi nei loro pensieri con lo sguardo fisso sul Mister che cerca di abbozzare un sorriso. Poi parte, spiega la tattica, racconta di come saranno fatti i cambi di come deve comportarsi quello, cosa deve tamponare quell'altro e di come mai come oggi bisogna estrarre gli attributi e metterli in campo. Sottolinea come l'anno sia stato duro, di quanti giocatori hanno perso per gli infortuni, ma mai come oggi la squadra deve essere una macchina perfetta, veloce , potente e senza indecisioni. Poi li ringrazia tutti per lo splendido anno insieme e gli dice che è giunta l'ora.
    Lentamente i giocatori si avviano in campo, qualcuno fa la sua solita battuta. "quanti spettatori oggi?"

    Eccoli sono tutti al centro del campo; squadra e loro avversari, si guardano intorno e qualcuno sorride, ha riconosciuto sua moglie sulle gradinate. L'attaccante è deluso, perché la ragazza non è venuta a vedere la sua ultima partita di campionato, quella che deciderà la loro retrocessione, , dalla seconda serie alla terza serie del campionato amatori di calcetto.

    A una prima lettura questi fatti così raccontati forse avrebbero potuto far riferimento a qualsiasi squadra di calcio, di una qualsiasi categoria, forse anche di serie A. Purtroppo i "forse" diventano d'obbligo, perché penso che oggi trovare nel calcio dei massimi livelli, la vera sportività; e non parlo soltanto di "l'importante è partecipare"; ma anche di quel sano agonismo che ti porta a gesti atletici fantastici e comunque a cercare una vittoria anche l'ultima di campionato in una categoria di così detti scarponi, sia veramente inquinata. Gli interessi, e qui si parla soltanto di soldi, messi in campo superano spesso l'evento sportivo, rendendolo talvolta ridicolo, vedi ad esempio i vari processi di pseudo intenditori che montano casi per creare subbuglio o interessi in spettatori o lettori che in fondo non aspettano altro che qualcuno gli dia il "LA" per far partire le polemiche e inveire contro un misterioso burattinaio che tira i fili dietro le quinte a favore di quello o quell'altro A mio avviso è sempre e solo una questione di soldi, perché niente polemica, niente spettacolo, niente programma, niente conduttore che percepisce stipendi milionari, niente sponsor pubblicitari. Un bel giro vero? E stiamo parlando del mondo che vive intorno al calcio e non solo quello di serie A. Figuriamo cosa succede tra i veri addetti al LAVORO, ops scusate agli sportivi. Giocatori di calcio coccolati, straviziati e strapagati, premesso che a mio giudizio fanno bene a sfruttare il più possibile l'onda del successo, l'avessi avuta io un'occasione del genere. Si perché questi Atleti non penso che siano stati soltanto fortunati, ma si devo essere veramente fatti il così detto per essere arrivati dove sono. Poi purtroppo, e questo succede spesso, si scordano che il loro stipendio, pagato oltre che dagli sponsor che comunque ricaricano i loro prodotti ai consumatori finali "cioè noi" per pagare il campione che indossa le sue scarpe da centocinquanta € in uno spot di trenta secondi , lo devono anche ai tfosi " guarda caso sempre noi" che compriamo la Pay TV, l'abbonamento per andare allo stadio e la sua maglietta , che cerchiamo di farci firmare spesso invano. E allora? Tutto questo discorso dove vuole andare a parare? Semplicemente mi stavo chiedendo questi giocatori chiamiamoli professionisti, e non mi riferisco solo ai soliti di seria A, quanto si divertono quando sono in campo? La loro gioia della vittoria; è la stessa di quei giocatori scarponi, con un po' di pancetta, la rata del mutuo da pagare, che hanno la Fiat Punto e che hanno dovuto addirittura sborsare circa 150 € a testa, per poter partecipare al campionato amatoriale pur di sentirsi anche loro un po' campioni? La mia non vuole essere la solita polemica, anzi vorrei che queste mie domande trovassero una risposta, magari da parte di quei professionisti che spesso ammiro in campo, esaltandomi e piangendo e mai queste due parole mi si adattano alla perfezione. Si perché oltre che essere uno di quei scarponi che ogni tanto si esalta credendosi un Ronaldo della bassa, sono anche Interista. Qualsiasi battuta facciate ormai la conosco perciò non sforzatevi, per favore risparmiatemi. Naturalmente, oltre che delle risposte, mi piacerebbe anche che queste poche righe scritte, inducano tutti coloro che vivono grazie al calcio, a riflettere prima di fare o dire cose che possono creare tensioni, voi siete un'icona di riferimento per noi spettatori di questo splendido circo che è il calcio, tutto ciò che fate viene poi amplificato e assorbito, spesso purtroppo digerito male, molto male. Il tifo violento Uccide, non è una novità, non diamogli appiglio in più a cui aggrapparsi e svilupparsi.
    Grazie

    Un tifoso.
    David Soncini
     
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